10 febbraio2017 “LE FOIBE” il giorno del ricordo.

PER NON DIMENTICARE i 350.000 ESULI, 20.000 ITALIANI INFOIBATI

 

Mi hanno gettato in una buca oscura della profonda terra

come si lancia un sasso nel mare,

con violenza e forza malvagia e inaudita,

quel giorno che incontrai satana in sembianza di uomo

e non era solo, neppure io lo ero.

Una moltitudine mi accompagnava di uomini, donne,

bambini e vecchi, tutti tremanti, gli occhi inorriditi,

le gambe stanche, tremolanti …

Ci tiravano come fossero sacchi, a forza, barcollanti verso

la campagna che divenne muta, neppure un cinguettio

e in quel silenzio di paura ci spingevano e picchiavano

e strattonavano.

Provai a dare conforto al mio vicino, era solo un bambino,

piangeva, cercava la sua mamma che non c’era, singhiozzava

soltanto e girava gli occhi di terrore pieni, nulla frenava

quello straziante pianto di piccolino diventato uomo

in quell’orrore impietoso che gli fece capire quanto male

c’era in quel mondo violento in cui si era trovato.

Gli tendevo la mano, un colpo sul polso, un dolore immenso,

il sangue che colava sulle dita, svenni se mi ricordo …

Mi svegliai che era buio e freddo e umido, sentii dei lamenti

intorno corpi nudi e freddi e senza vita, solo morte e

quel bambino, ceruleo il volto, braccia e gambe spezzate

sparso tra le pietre e fradicia di sangue la terra.

Qualcuno flebilmente chiedeva aiuto, qualcun altro pregava …

Vedevo lontano il chiarore del cielo.

Fino all’ultimo guardai quella luce, lontana, irraggiungibile

tesi la mano, mi cadde il braccio accanto …

E’ in fondo a quella profonda foiba che son morta e nessuno

a cercarmi per anni, poi l’atroce scoperta di noi, di tanti,

di Istria, Venezia Giulia, Dalmazia uccisi, ci chiamavano diversi

ed eravamo UGUALI , anzi no : NOI avevamo il cuore!

 

US: DEFINED DIFFERENT They were thrown into a dark pit of the deep earth how to throw a stone into the sea, with violence and evil force and unheard, that day I met Satan in the guise of man and it was not alone, even I was. He accompanied a multitude of men, women, children and old men, all trembling, the horrified eyes, tired legs, flickering … They pulled as if they were sacks, forced, staggering toward the campaign that became silent, not even a bird and in the silence of fear they pushed us and beat and they tugged. I tried to give comfort to my neighbor, was just a baby, she cried, looking for his mother who was not there, sobbing and only he turned the terror filled eyes, nothing restrained the heartrending cry of little one became a man in merciless horror that made him realize how bad It was in that violent world in which it was found. The tended hand, a blow on the wrist, an immense pain, blood dripping on my fingers, I fainted if I remember … I woke up it was dark and cold and wet, I heard moans around naked and cold and lifeless bodies, only death and that child, cerulean the face, arms and legs broken scattered among the stones and blood soaked the earth. Someone feebly for help, someone else prayed … I could see the distant glow of the sky. To the last I looked that light, distant, unreachable I held out my hand, I fell beside the arm … E ‘at the bottom of the deep sinkhole that are dead and no one looking for me for years, then the awful discovery of us, many, Istria, Venezia Giulia, Dalmatia killed, they called us several EQUAL and we were, nay: WE had the heart!

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